Cagliari

Lo scrittore latino Solino narra nella sua opera De Mirabilus Mundi che la città di Caralis venne fondata dall'eroe Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia:
« Nihil ergo attinet dicere (ut) Sardus Hercule, Norax Mercurio procreati cum alter a Libya, alter ab usque Tartesso Hispaniae in hosce fines permeavissent, a Sardo terrae, a Norace Norae oppido nomen datum, mox Aristaeum regnando his proximum in urbe Caralis, quam condiderat ipse coniunoto populo utriusque sanguinis, seiuges usque adse gentes ad unum morem coniugasse, imperium exinsolentia nihil aspernatas »
(Caii Julii Solini , De Mirabilus Mundi , capitula IV)
« Non importa dunque narrare come Sardo, nato da Ercole, Norace da Mercurio, l'uno dall'Africa e l'altro da Tartesso della Spagna, arrivassero sino a quest'isola, e da Sardo si sia denominata la regione, e da Norace la città di Nora; e che più tardi Aristeo , nel periodo in cui governava, una contrada vicina a questi, cioè nella città di Caralis che egli stesso aveva fondato, dopo aver fuso insieme il sangue dell'uno e dell'altro popolo, avesse unificato il costume di vita di genti sino a lui pervenute senza alcuna unione, e che per la loro fierezza rifiutavano ogni autorità »
(Caio Giulio Solino , De Mirabilus Mundi , capitolo IV)

 

Costa Sud-Orientale

Tour lungo la costa che da Cagliari porta verso Villasimius.

 

 

 

 

 

 

 

Barumini

È un piccolo paesino della Sardegna centrale situato proprio al confine delle province di Cagliari e Nuoro, conosciuto per la presenza del sito archeologico più importante dell’isola: il complesso nuragico di Barumini.

La struttura sorge a circa 60 Km di distanza da Cagliari e si trova racchiusa tra l’altopiano della Giara di Gesturi e il colle di Las Plassas. 

La costruzione dell’intero complesso, che oggi si presenta come un poderoso castello, attraversò diverse fasi di evoluzione.

La parte più antica è sicuramente quella centrale con la torre che raggiungeva un altezza di 20 metri (siamo nel 1470 a.C), attorno al quale vennero poi costruite quattro torri in direzione dei punti cardinali; successivamente tutto intorno al castello sorse una cinta difensiva e un vero e proprio villaggio di capanne con abitazioni, luoghi di culto e di riunione che lo fecero diventare un vero e proprio centro militare e religioso.

Abbandonato e disabitato poi per lungo tempo, il villaggio si ripopolò durante le dominazioni fenicia, punica e romana ma non mancano testimonianza significative anche in epoca medioevale.

Il complesso venne riportato alla luce proprio dal Prof. Lilliu che nel 1950 scoprì quello che poi sarebbe stato riconosciuto diversi anni dopo (nel 1997) quale patrimonio mondiale tutelato dall UNESCO. 

[testo e foto da www.sardegna.com] 

 

Villasimius

Partendo da Cagliari e percorrendo la strada provinciale lungo la costa orientale, il visitatore arriverà dopo 50 minuti circa di viaggio ad un piccolo paese di appena 3000 abitanti ma che ogni anno è meta preferita di decine di migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo. 

Stiamo parlando di Villasimius, nota località turistica della Sardegna sud orientale che in estate arriva a contare fino a 60.000 presenze in un solo mese. 
Il motivo di tanto successo è da ricercare nelle sue incantevoli coste. 
Ma Villasimius non offre solo spiagge e mare: in questa zona della Sardegna sono tantissimi i locali notturni, le pizzerie, i ristoranti e le discoteche che rendono questo centro una delle mete più ambite anche dai più giovani attratti dalla vita notturna.
Una volta entrati nel paese e percorrendo la strada principale sul quale si affacciano numerosi esercizi commerciali, hotel e residence, si arriverà ad un bivio che proseguendo sulla destra ci porterà alla grandissima spiaggia di Campulongu che si affaccia sul golfo di Capo Carbonara nel quale frequentemente fanno bella mostra di se i cormorani.
Lungo la strada per Capo Carbonara inoltre si arriverà al porticciolo turistico del paese, recentemente riammodernato per venire incontro alle esigenze di coloro che, amanti della nautica da diporto, hanno scelto la barca come mezzo per raggiungere questo angolo di paradiso, meta abituale di sempre un maggior numero di diportisti. 
Coloro che invece, giunti al bivio della strada principale del paese, avranno optato per la prosecuzione verso sinistra, giungeranno alla bellissima spiaggia di Simius, la cui caratteristica principale è quella della elevata temperatura delle sue acque (dovuta alla conformazione del territorio che la ripara dalle correnti marine), che consentirà ai suoi bagnanti lunghe permanenze nelle acque tra scogliere ricche di piante e animali marini. 
[testo e foto da www.sardegna.com] 
 

S. Antioco 

L’isola di Sant’Antioco, situata nella parte sud-occidentale della Sardegna, è collegata alla terra madre mediante un istmo artificiale e rappresenta la più vasta tra le isole minori parasarde. Il suo territorio presenta due centri abitati, Sant’Antioco e Calasetta ed altri insediamenti minori di carattere per lo più balneare. Sant’Antioco, situato ai piedi del colle di Castello, è il centro principale dell'isola. Il paese ha l’aspetto caratteristico dei villaggi di pescatori con le casette basse e colorate dai tetti rossi, dalle strade strette ma con una struttura urbana complessa. 
Sant’Antioco ha un passato millenario. Il centro fu abitato già a partire dal III°millennio a.c. ma la sua storia ebbe inizio nell’VIII° sec. a.c. al tempo in cui i Fenici fondarono la città di Sulky, nome che in seguito fu latinizzato in Sulci, l’odierna Sant’Antioco. Da all’ora ha visto alternarsi, nei secoli, insediamenti di civiltà diverse. Le tracce del passato sono praticamente presenti ovunque. Vi sono interessanti testimonianze, tra cui due menhir risalenti all’età prenuragica, alcune Domus de janas ( ovvero le “case delle fate” ), delle Tombe dei Giganti, un grande tophet fenicio-punico ( una sorta di cimitero sacrificale) e un’antica necropoli anch’essa punica, tanto per citarne alcune. Importante anche la basilica di S. Antioco martire costruita nel 1102 su una chiesa paleocristiana, dove sono conservate le reliquie e la statua del santo da cui prende il nome il paese. Molto suggestivo il ponte romano a due arcate situato all’ingresso della piccola cittadina. Oltre il ricco patrimonio archeologico, il centro presenta spiagge lunghe e incantevoli che si alternano a calette rocciose. Il mare, cristallino, è ricco di vita e pescosissimo, con fondali davvero mozzafiato. L’economia di Sant’Antioco è piuttosto varia, infatti và dall’attività portuale e ittica a quella delle industrie chimiche, dell’artigianato e della produzione viticola, al remunerativo turismo balneare. Il paese offre dunque ai visitatori un mare splendido, la calda ospitalità sarda e soprattutto specialità tipiche del luogo che delizieranno il palato anche dei più esigenti. Insomma, proprio una vacanza da non perdere. 
[testo e foto da www.sardegna.com] 
 

Chia

Chia è una piccola località balneare, frazione del Comune di Domus de Maria  in provincia di Cagliari. Si può raggiungere da Cagliari in quaranta minuti di auto, percorrendo la strada statale 195 per Teulada e svoltando a sinistra al bivio di Chia.
Le coste, bagnate da un mare limpido con colori che vanno da un azzurro intenso ad un verde smeraldo, si sviluppano con una alternanza di promontori alti e rocciosi con litorali bassi e sabbiosi.
 
Incontriamo subito l'isolotto  "su Cardulinu", famoso per gli scavi che hanno portato alla luce il  Tophet dell'antica città fenicia di Bithia. 
L'isola è più conosciuta con il nome   di  "isula manna".L'isolotto è unito alla terra ferma da un caratteristico cordone di sabbia. La località è raggiungibile solo a piedi percorrendo il tratto di strada della panoramica Chia - S.Margherita. Quest'ultima strada si prende entrando in auto nella lottizzazione s'Isca, dietro il bar Mongittu.
Proseguendo lungo la costa arriviamo al porticciolo di Chia, caratteristico per la sua forma rotondeggiante e per le sue acque subito profonde. 
Il promontorio della torre divide il porticciolo dalla meravigliosa spiaggia di Chia. Dalla  torre di origine  spagnola  si può godere di un panorama mozzafiato.
La spiaggia  di Chia "sa colonia" è costituita da un candido arenile sabbioso molto esteso, circa un chilometro  verso monte Cogoni.
Nella  parte centrale sul retro dell'arenile si possono visitare alcune tombe appartenenti all'antica Bithia. 
Più ad ovest si estende lo stagno di Chia. Qui durante la primavera, alle prime luci dell'alba, tra giunchi e canneti si possono ammirare i fenicotteri rosa in compagnia di aironi, folaghe e cormorani.
[testo da www.chia.it e foto da www.sardinien.com]